prologo

Quando con la coda dell'occhio vidi l'automobile arrivare ad alta velocità sulla mia destra e un istante dopo sentii il mio veicolo sollevarsi da terra e girare in aria dopo il violento urto, il tempo rallentò quasi a fermarsi. Non provavo paura né dolore. Solo mi prese una grande nostalgia e i ricordi si intrecciarono al respiro. Disordinati come oggetti sparsi in un cassetto, come fotografie improvvisamente ritrovate. Immagini remote, confuse, che in quegli attimi presero vita, si disposero in cerchio attorno a me. Ebbi il tempo di sentire fame e mi conquistò una piacevole, rilassante arrendevolezza al fato. Poi la macchina cadde pesantemente sull'asfalto sul lato sinistro e cominciò a pattinare roteando. Vidi la grigia trama delle pietre incollate nel nero della pece sfilare al mio fianco, mentre esplodevano i cristalli e una nuvola di scintille invadeva il mio campo visivo. Lentamente cominciai a sognare.

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